MGT è un caso curioso e molto torinese: un disco che nasce dal recupero di un materiale rimasto fermo, attraversa il tempo e si rimette in piedi anche grazie alla tecnologia. Sulla pagina Rockit il progetto viene raccontato come una collaborazione tra Morning Glory Torino e Mallamix, dieci tracce che rianimano un percorso nato anni fa intorno alla voglia di fare musica dal vivo.
La parte interessante non è discutere se sia “rock puro” o meno. È capire cosa succede quando una band locale, dopo stop, vita, lavoro, famiglia e interruzioni, decide di non buttare via quello che aveva lasciato incompiuto. Il risultato è un disco strano nel senso buono: pop, funk, rock, memoria anni Ottanta, qualche colore cinematografico e un orgoglio da sala prove recuperata.
A Torino questa storia parla a molti. Quasi tutti hanno avuto una band, un progetto, un hard disk con brani mai finiti, un concerto della Festa della Musica rimasto in testa. MGT sembra dire che non tutto quello che si ferma è morto: a volte aspetta solo un altro modo per uscire.
Torino Rock lo mette nella sezione inedita proprio per questo: non per santificare l’esperimento, ma per riconoscere una forma contemporanea di resistenza musicale. Anche quando il rock non arriva dal garage, può ancora conservare qualcosa del garage.
